Il sanguinaccio è una doppia crema di cioccolato aromatizzata alla cannella che a Napoli si prepara nel periodo di carnevale. Si accompagna con le chiacchiere e il migliaccio che trovate qui. Questa è una ricetta vecchissima del mio papà, in origine il sanguinaccio si preparava con il sangue di maiale eliminato nel tempo e sostituito dal latte.
Ingredienti
- 1 lt di latte
- 900 g di zucchero
- 250 g di farina 00
- 200 g di cacao amaro
- 200 g di cioccolato fondente
- 8 tuorli
- 2 gocce di estratto di cannella ( in mancanza un pizzico di cannella in polvere)
- scorzetta d'arancia candita a cubetti q.b.
Per lo sciroppo: 300 g di acqua e 300 g di zucchero
Procedimento
Mischiare in una pentola zucchero,cacao e farina setacciata,unire i tuorli e mischiare fino ad ottenere una pastella.
Aggiungere il latte caldo lentamente e continuando sempre a mischiare cuocere a bagnomaria.
Quando la crema è cotta prima di toglierla dal fuoco aggiungere il cioccolato a pezzi e mischiare fino a quando sarà sciolto completamente.
Togliere la crema dal fuoco e lasciarla nella stessa pentola o versarla in un contenitore d'acciaio, prendere con i rebbi di una forchetta un cubetto di burro e passarlo su tutta la superficie della crema lasciando un velo di unto ( serve a non far fare la crosticina),far raffreddare tutta la notte fuori dal frigo.
Il giorno dopo preparare lo sciroppo d'acqua e zucchero ( visto che si deve raffreddare si può preparare il giorno prima) e aggiungerlo alla crema un pò alla volta fino alla consistenza preferita, mischiare bene con una frusta a mano, alla fine unire la cannella e le scorzette.
mi ispira un sacco...
RispondiEliminasarà che sono cioccolato dipendente...
gnam gnam
Una meraviglia questo sanguinaccio!
RispondiEliminaChe bello, il sanguinaccio napoletano!
RispondiEliminaDomanda: se voglio sostituire la farina con l'amido di riso che quantità ne devo usare?
Grazie.
p.s. ci siamo conosciute al primo corso di Adriano, a Napoli.
Pensavo fosse la ricetta "all'antica", con il sangue per davvero, che in Basilicata ancora si continua a fare, almeno nelle famiglie che ancora si crescono personalmente il maiale, e che non ho mai avuto il coraggio di assaggiare. Addirittura si fa anche una specie di crostata, ricordo che la faceva mia nonna.
RispondiEliminaDirei che mi piace molto di più la tua versione!